Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne a manifestarsi a Vo’ la necessità di un centro culturale. Già a quel tempo esisteva presso l’attuale Scuola Materna una piccola sala ormai divenuta però poco funzionale alle nuove necessità. Ecco dunque che grazie alla generosa donazione del terreno da parte di Ottaviano Rossi e all’entusiasmo contagioso del Parroco, Don Giovanni Burati, l’idea della Sala iniziò a prendere corpo. Si pensò fin da subito di creare una struttura con la duplice funzione di essere Scuola per la Dottrina e Oratorio. I lavori iniziarono il 5 aprile 1952 con l’avviamento di un cantiere per aspiranti muratori; il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all’Ingegner Enrico Fontana. Il 25 aprile del 1953 alla presenza del Vescovo di Vicenza Mons. Zinato ecco la posa simbolica della prima pietra.
L’impegno economico per la realizzazione di un opera così impegnativa risultò molto gravoso per i Parrocchiani di Vo’, tenuto conto degli anni difficili del dopoguerra. Considerato però che l’opera era stata fortemente voluta da gran parte della popolazione che riteneva importante avere un luogo che consentisse ai giovani e agli adulti di ritrovarsi insieme, ogni famiglia si assunse una parte del debito fino alla sua totale estinzione. L’inaugurazione ufficiale della Sala, denominata “Sala Parrocchiale del Cinema”, avvenne il 21 luglio 1957 con la presenza di alcuni artisti della televisione. L’avvenimento ebbe un grande risalto sulla stampa dell’epoca. La Sala era allora capace di 360 posti a sedere (oggi ridotti a poco più di 200 per motivi di sicurezza), la platea si sviluppava su due ordini di gradinate per una migliore visibilità. Gli allestimenti, il sistema di proiezione e gli impianti erano quanto di più moderno ci fosse a quel tempo. Le attività che si svolgevano nella Sala erano allora soprattutto proiezioni di film, piccoli spettacoli teatrali, incontri pubblici ed erano gestite da un esiguo gruppo di persone coordinate dal Parroco. Nel 1975 Don Giovanni Burati, l’ideatore della Sala che a tutt’oggi gli è intitolata, morì. L’attività, a causa nel mancato rinnovamento della struttura e dei cambiamenti nei gusti e nelle esigenze del pubblico, rallentò fino a fermarsi per circa un decennio.
Arriva a Vo’ un nuovo Parroco, Don Saverio Crestanello che, dopo un primo periodo di inserimento nella Comunità, intravede nel rilancio e nello sviluppo della Sala una grande opportunità per realizzare un nuovo rapporto fra Parrocchia e Popolazione. Egli infatti pensava che l’essere Comunità si realizzasse pienamente solo attraverso una grande partecipazione di tutti alla vita parrocchiale e sociale. Ecco dunque che attorno al 1978 la Sala riapre i battenti, dapprima con attività di tipo occasionale e non continuativo; si organizzano incontri pubblici, spettacoli per le scuole, si proiettano film. La Sala però necessita per sopravvivere di un completo rinnovamento nelle strutture oramai inadeguate e di avere una gestione condotta da un gruppo stabile di persone che si dedichino con continuità alle attività. Nel 1984 viene costituita l’Associazione denominata “COMITATO SALA DELLA COMUNITA’”, il cui primo presidente è Carlo De Guio, ancora oggi alla guida del Gruppo che gestisce la Sala. Nello stesso anno viene inoltre stipulata una Convenzione con l’Amministrazione Comunale di Brendola, con la quale quest’ultima riconosce alla Sala finalità di diffusione culturale e di aggregazione sociale, erogando annualmente contributi che danno il via agli investimenti che, protraendosi fino ai giorni nostri, cambiano volto alla Sala della Comunità.
Ne elenchiamo i più importanti:
Oggi dunque la Sala è assolutamente adeguata per tutte le necessità nell’ospitare ogni tipo di manifestazione. Ci preme comunque sottolineare che da soli gli interventi sulla struttura e le dotazioni sono vani se non c’è poi una grande solidità della struttura organizzativa. Questo è oggi il nostro vero punto di forza: una grande squadra, formata SOLO ed ESCLUSIVAMENTE da VOLONTARI, che donano il loro tempo libero e, in molti casi, anche quello non libero, per rendere sempre più efficiente l’attività dell’Associazione. Nel corso degli ultimi anni è aumentato il numero dei collaboratori, molti dei quali giovani se non giovanissimi, che danno il loro contributo in vari modi:
Oggi la Sala della Comunità è una Associazione conosciuta in tutta la provincia di Vicenza ed oltre ma, soprattutto, perfettamente integrata nella comunità brendolana, in costante raccordo e sinergia con le moltissime Associazioni di Volontariato presenti in paese, con l’Assessorato alla Cultura, con la Biblioteca, con gli Istituti Scolastici di ogni livello. E’ grazie anche a questo tipo di collaborazioni che nel corso degli anni siamo cresciuti e di questo siamo grati veramente a tutti. La nostra ambizione per il futuro prossimo è quella di non essere solamente punto di svago ed incontro ma essere sempre di più motore e veicolo di vera crescita culturale delle nostre comunità, nel rispetto e vincolo assoluti dei principi fondanti della Sala, ribaditi anche nell’ultima revisione dello statuto.